The Jayhawks – Paging Mr. Proust

il ritorno dei Jayhawks dopo l’ennesima rottura fra Gary Louris e Mark Olson ci consegna un lavoro piacevole e raffinato, senza nessuna velleità contemporanea, ma talmente riuscito nel suo essere anacronistico da risultare perfetto per le sue intenzioni: regalarci un altro buon disco dei Jayhawks che suoni esattamente Jayhawks.

Spartiti – “Austerità”

“La storia siamo noi, quasi nessuno si senta escluso” La voce di Max Collini torna ancora una volta a decantare in un ampio calice le parole tratte da un piccolo mondo talmente sbiadito da sembrare irreale, sotto il peso consueto di tonnellate di malinconia. Questa volta è “Spartiti” il luogo naturale dove adagiarsi, assieme a Jukka…

Daughter “Not To Disappear” – Rocklab.it

Se c’è una categoria che ha segnato gli ultimi due decenni della cosiddetta musica alternativa è sicuramente quella indie. Parola stra-abusata il cui valore semantico è stato quasi del tutto stravolto dal mutare delle contingenze entro cui si muoveva la scena indipendente, trasformandosi da lemma simbolo del rock sotterraneo e dell’hardcore-punk delle college radio anni ottanta, a…

Motta “La Fine dei Vent’anni”- Rocklab.it

Composto da dieci pezzi dalle tonalità più disparate, di cui nemmeno uno fuori fuoco, La fine dei vent’anni è un lavoro che mischia l’immediatezza della scrittura a una cura preziosa dei dettagli, la freschezza e l’urgenza di un autore davvero talentuoso come Francesco Motta alla grande esperienza nel lavoro sui suoni di un altro fuoriclasse come Riccardo Sinigallia.

Real Estate “Atlas” – Rocklab.it

Lasciarsi portare su territori lontani e spazi aperti, lungo highways immerse in tiepidi soli; finire per sprofondare in una calma irreale, una quiete incantata senza spazio né tempo e rimanere ipnotizzati da jingle jangle quasi ossessivi come quelli di April’s Song. È questo l’incantesimo in cui ci sembra di cadere ad ogni ascolto di Atlas,…

Recensione “Earth Hotel” di Paolo Benvegnù – Rocklab.it

A cosa servono le parole? Qualcuno diceva “words are futile devices” e l’intero nuovo, bellissimo album di Paolo Benvegnù paradossalmente – per lui che le parole le dosa e le usa con tanta maestria – sembra dirci fra le altre cose proprio questo. Non è nemmeno una novità per uno che ha sempre esaltato il…